Al centro della Sala Mexica, una pietra circolare di basalto del peso di circa 24 tonnellate e del diametro di 3,6 metri occupa l'intera attenzione del visitatore: è la Pietra del Sole azteca, erroneamente chiamata per secoli "calendario azteco". Scolpita intorno al 1427 durante il regno di Axayacatl e riscoperta nel 1790 sotto la Plaza Mayor di Città del Messico, questo monolite non è un calendario ma un complesso documento cosmologico che rappresenta la visione azteca delle ere del mondo. Fermarsi davanti ad essa per qualche minuto, lasciando che gli occhi si adattino ai dettagli incisi, è uno dei momenti più densi di qualsiasi viaggio in Messico.
Il Museo Nacional de Antropología si trova nel parco di Chapultepec, nel cuore della capitale messicana, e fu inaugurato il 17 settembre 1964 su progetto dell'architetto Pedro Ramírez Vázquez. L'edificio stesso è un capolavoro architettonico: un cortile centrale di circa 170 metri per 100 è coperto da un'enorme tettoia sorretta da un unico pilastro centrale, chiamato paraguas (ombrello), da cui scende una cascata d'acqua continua. La struttura ospita 23 sale espositive distribuite su due piani, dedicate alle principali civiltà precolombiane del Messico.
Le collezioni del piano terra: le civiltà precolombiane
Il percorso al piano terra segue un ordine geografico e cronologico che guida il visitatore attraverso le grandi culture del Messico antico. Si inizia con le sale dedicate alle origini dell'uomo in Mesoamerica, per poi attraversare le sezioni dei Teotihuacani, degli Olmechi e dei Totonachi. La sala olmeca espone alcune delle celebri teste colossali in basalto, con i loro tratti pesanti e i caschi da gioco della pelota, trasportate secoli fa da siti come La Venta e San Lorenzo.
La sala Maya è tra le più visitate dell'intero museo. Qui si trova la ricostruzione della tomba del re Pakal, signore di Palenque morto nel 683 d.C., con la sua celebre maschera funeraria in giada composta da centinaia di tessere dello stesso materiale verde. L'originale è esposto in questa sala, e la sua presenza fisica, a pochi centimetri dietro il vetro, ha un impatto difficile da descrivere a parole. Accanto, una riproduzione del sarcofago e del coperchio scolpito completa il contesto funerario.
Il piano superiore: le culture viventi
Il secondo piano è dedicato alle culture indigene contemporanee del Messico, spesso trascurato dai visitatori frettolosi ma di grande valore etnografico. Le sale mostrano costumi tradizionali, utensili, abitazioni ricostruite e oggetti rituali delle comunità Huichol, Zapoteca, Mixteca e Nahua, tra le altre. Questo piano aiuta a comprendere come molte pratiche culturali precolombiane siano sopravvissute fino a oggi in forma trasformata.
Particolarmente interessante è la sezione dedicata agli Huichol (o Wixáritari), con i loro elaborati lavori in perline colorate che rappresentano visioni cosmologiche ancora attive nella vita religiosa della comunità. Il contrasto tra questo piano e quello inferiore — tra passato monumentale e presente vivo — è uno degli aspetti più onesti e rari di questo museo.
Il cortile centrale e l'architettura
L'paraguas centrale, il pilastro-ombrello progettato da Ramírez Vázquez, è rivestito di bassorilievi che citano motivi precolombiani. La cascata che scende da esso non è solo un elemento estetico: crea una barriera sonora naturale che separa le sale dal rumore esterno. Il cortile ospita anche alcune sculture monumentali originali, tra cui la statua della dea Tláloc, dio della pioggia, che si trova all'ingresso del museo dopo essere stata trasportata nel 1964 dal sito di Coatlinchán in circostanze che, secondo la tradizione locale, provocarono una pioggia improvvisa.
Passeggiare nel cortile tra una sala e l'altra permette di ricaricarsi visivamente e di orientarsi meglio nel percorso. È anche il posto migliore per fare fotografie all'architettura senza interferire con le opere esposte.
Informazioni pratiche per la visita
Il museo è aperto dal martedì alla domenica, dalle 9:00 alle 19:00. Il biglietto d'ingresso costa circa 85 pesos messicani (circa 4-5 euro al cambio attuale), con gratuità per bambini, anziani e studenti messicani. La domenica l'ingresso è gratuito per i cittadini messicani, il che significa più affollamento: se si vuole visitare con calma, è preferibile scegliere un giorno feriale mattutino.
Per raggiungere il museo si può prendere la Línea 1 del Metro fino alla stazione Chapultepec, da cui si cammina circa 15 minuti attraverso il parco. Una visita completa richiede almeno tre ore, ma per chi vuole approfondire entrambi i piani ne servono cinque o più. È consigliabile portare scarpe comode, poiché i pavimenti sono in pietra e le distanze tra le sale sono considerevoli. L'audioguida ufficiale, disponibile in italiano, aiuta a contestualizzare i pezzi principali senza sovraccaricare la visita.