
Sei colonne di granito rosa si alzano per 22 metri contro il cielo del Libano orientale, relitti di un tempio dedicato a Giove che nella sua completezza ne contava cinquantaquattro. Stai guardando quello che rimane del Tempio di Giove a Baalbek, costruito dai Romani a partire dal I secolo d.C. nella fertile Bekaa Valley, e il senso di scala è difficile da elaborare in tempo reale. Ogni fusto di colonna è composto da tre blocchi sovrapposti, ciascuno del peso di decine di tonnellate, sollevati e assemblati con una precisione che ancora oggi lascia aperti interrogativi sulle tecniche costruttive dell'epoca.

Baalbek non è una destinazione di massa. Nonostante ospiti alcune delle rovine romane meglio conservate e più imponenti del Mediterraneo, il sito riceve una frazione dei visitatori che affollano il Colosseo o Palmira. Questo significa qualcosa di concreto per chi ci arriva: puoi fermarti davanti al Tempio di Bacco, datato al II secolo d.C. e considerato dagli storici dell'architettura uno dei templi romani meglio conservati al mondo, senza essere spinto dalla folla. Il portico d'ingresso, alto quasi 8 metri, è ancora intatto, e all'interno si distinguono chiaramente le nicchie dove erano collocate le statue di culto.
Un sito costruito su strati di civiltà

Prima dei Romani, qui c'era Heliopolis, la città del sole dei Greci, e prima ancora un luogo di culto fenicio dedicato al dio Baal, da cui deriva il nome moderno. I Romani trasformarono questo spazio sacro in uno dei complessi templari più ambiziosi dell'Impero, lavorandoci per oltre due secoli. Il progetto includeva il Grande Tempio di Giove, il Tempio di Bacco e il più piccolo Tempio di Venere, disposti attorno a un'area sacra accessibile attraverso una grande corte esagonale, ancora visibile nelle sue linee fondamentali.
Quello che colpisce camminando tra le rovine è la Trilithon, una fila di tre blocchi di pietra calcarea inseriti nelle fondamenta del Tempio di Giove, ciascuno lungo circa 19 metri e pesante oltre 800 tonnellate. Sono tra i blocchi monolitici più pesanti mai utilizzati in una costruzione antica. A poca distanza dal sito, nella cava da cui provenivano questi blocchi, giace ancora il cosiddetto Hajar el-Hibla, la Pietra della Donna Incinta, un monolite di circa 1.000 tonnellate che non fu mai estratto completamente. È visitabile e raggiungibile a piedi dal sito principale in meno di dieci minuti.

Cosa vedere e come orientarsi
L'ingresso al sito archeologico dà accesso a tutte le strutture principali. Il percorso naturale inizia dai Propilei, il grande ingresso monumentale, prosegue attraverso la corte esagonale e la Grande Corte, e culmina davanti alla piattaforma del Tempio di Giove con le sei colonne superstiti. Il Tempio di Bacco si trova lateralmente rispetto all'asse principale ed è spesso la struttura che lascia più impressionati per la qualità dei dettagli decorativi ancora leggibili: fregi con motivi vegetali, capitelli corinzi e stipiti scolpiti con figure mitologiche.

Il sito ospita ogni anno, in condizioni di sicurezza permettendo, il Festival Internazionale di Baalbek, una rassegna musicale e teatrale che utilizza le rovine come scenografia naturale. Nelle edizioni passate si sono esibiti artisti di fama mondiale, e la location trasforma ogni performance in qualcosa di irripetibile. Informarsi sulla programmazione prima del viaggio può aggiungere una dimensione completamente diversa alla visita.
Informazioni pratiche per la visita

Baalbek si trova a circa 85 chilometri a nord-est di Beirut, nella Bekaa Valley. Il modo più comodo per arrivarci è noleggiare un'auto o prendere un taxi privato dalla capitale, con un tragitto che dura circa un'ora e mezza a seconda del traffico. Esistono anche minibus condivisi che partono da alcune zone di Beirut verso Baalbek, ma gli orari sono variabili e richiedono flessibilità.
Il momento migliore per visitare è la mattina presto, quando la luce radente valorizza i rilievi delle colonne e le temperature sono più gradevoli, soprattutto nei mesi estivi quando la Bekaa Valley può essere molto calda. Calcola almeno due ore e mezza per visitare il sito con attenzione, più il tempo per raggiungere la cava del Hajar el-Hibla. Prima di partire, verifica le condizioni di sicurezza della regione attraverso le comunicazioni ufficiali del Ministero degli Esteri del tuo paese: la situazione in Libano può variare, e un viaggio pianificato con informazioni aggiornate è un viaggio migliore.
