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Il trekking da Fira a Oia: il sentiero della caldera

CCPF+X3, Santorini 847 00, Grecia ★★★★☆ 0 views
Rania Nadal
CCPF+X3
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Il sole di mattina presto colpisce ancora obliquo quando i primi escursionisti lasciano Fira e imboccano il sentiero che corre lungo il bordo della caldera di Santorini. Sotto, a centinaia di metri di profondità, l'acqua scura del Mar Egeo riempie l'antico cratere vulcanico — uno dei più grandi del Mediterraneo — formatosi dopo un'eruzione catastrofica avvenuta intorno al 1600 a.C. Da quel bordo franoso e irregolare, il percorso a piedi verso Oia si snoda per circa 10 chilometri, con un dislivello variabile che tocca i punti più elevati intorno ai 300 metri sul livello del mare.

Il tragitto completo richiede mediamente tra le 3 e le 5 ore di cammino, a seconda del passo e delle soste fotografiche — e di soste ne farete molte. Non si tratta di un sentiero alpino attrezzato: il fondo è spesso sterrato, a tratti lastricato con pietre laviche nere, e in certi punti il tracciato si avvicina pericolosamente al ciglio della scogliera. È un percorso che richiede scarpe da trekking o comunque calzature con suola robusta, non sandali da spiaggia.

Da Fira a Firostefani: il primo tratto urbano

Il punto di partenza convenzionale è la piazza centrale di Fira, il capoluogo dell'isola, raggiungibile facilmente con i bus locali KTEL che collegano tutti i principali villaggi. I primi chilometri del sentiero attraversano i borghi di Firostefani e Imerovigli, praticamente una continuazione urbana di Fira lungo il bordo della caldera. Qui le case bianche si accalcano una sull'altra, i vicoli sono stretti e spesso invasi da bougainvillee rosa e rosse, e le terrazze dei bar si affacciano direttamente sul vuoto della caldera.

In questo primo segmento il percorso è ben segnato e relativamente agevole. È anche il tratto più frequentato: turisti con trolley, gatti randagi sonnolenti sui muretti, negozietti di souvenir aperti già dalla mattina. Non aspettatevi solitudine in questa sezione, ma la vista sulla caldera e sulle isole vulcaniche di Nea Kameni e Palea Kameni al centro del bacino è già di grande impatto visivo.

Il tratto selvaggio: da Imerovigli al Skaros

Superata Imerovigli, il sentiero cambia carattere. Si lascia l'asfalto e si entra in un paesaggio più aspro, dove la vegetazione si riduce a cespugli bassi e capperi selvatici che crescono tra le rocce vulcaniche. Poco dopo Imerovigli si incontra il Skaros Rock, una formazione rocciosa che si protende sulla caldera come una prua di nave. Su questo sperone sorgeva in epoca medievale una rocca genovese, oggi ridotta a pochi ruderi, ma la deviazione fino alla punta vale il tempo speso: la vista a 270 gradi sulla caldera e verso il profilo del vulcano è tra le più complete dell'intero percorso.

Questo tratto centrale è il più impegnativo fisicamente. Il sentiero scende e risale più volte, con alcuni passaggi su roccia scivolosa se il terreno è umido. È anche il segmento dove si cammina più vicini al bordo: nessuna recinzione, nessun parapetto. Chi soffre di vertigini deve prestare attenzione, ma chi non ne soffre troverà in questo tratto la parte più emozionante dell'intera camminata.

L'arrivo a Oia e i consigli pratici

Gli ultimi chilometri verso Oia riportano gradualmente verso un ambiente più abitato. Il villaggio appare prima come un insieme di puntini bianchi sulla cresta della caldera, poi si avvicina lentamente fino a rivelare i suoi mulini a vento restaurati, le chiese con le cupole blu cobalto e le famose cave house ricavate nella roccia vulcanica. Oia è conosciuta anche per ospitare il Castello veneziano, costruito nel XV secolo e oggi in rovina, dal cui spiazzo ogni sera si radunano decine di turisti per assistere al tramonto.

Il consiglio più importante per chi vuole fare questa camminata è uno solo: partire presto al mattino, idealmente entro le 7:00-8:00 in estate. Le temperature a luglio e agosto superano regolarmente i 30°C, e il sentiero offre pochissima ombra per quasi tutto il percorso. Portare almeno un litro e mezzo d'acqua a persona, crema solare ad alta protezione e un cappello. Chi non se la sente di tornare a piedi può prendere uno dei bus KTEL da Oia verso Fira, oppure l'autobus locale che collega i due centri con corse frequenti durante il giorno. Il percorso si può fare anche in senso inverso, da Oia verso Fira, ma la maggior parte degli escursionisti preferisce terminare a Oia per godersi il tramonto dopo la camminata.

Cosa portare e cosa aspettarsi

Oltre all'acqua e alle scarpe adeguate, è utile avere con sé qualcosa da mangiare: lungo il sentiero vero e proprio non ci sono punti di ristoro tra Imerovigli e Oia. A Firostefani e Imerovigli si trovano bar e piccole taverne dove fare una sosta nella prima parte del percorso. Il sentiero non richiede alcun biglietto d'ingresso ed è accessibile liberamente.

Chi visita Santorini in primavera — tra aprile e inizio giugno — troverà le condizioni migliori: temperature miti, folla ridotta rispetto all'alta stagione e, in alcuni anni, qualche macchia di fiori selvatici ancora in fiore tra le rocce laviche. In piena estate il percorso è comunque fattibile, ma va affrontato con rispetto per il calore e con un'organizzazione logistica minima che molti turisti, attratti solo dall'aspetto fotografico del tragitto, tendono a sottovalutare.

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